
Via S. Ambrogio, 4 - 00186 Roma
http://www.rialtosantambrogio.org/info/dove
tel. 06/68133640

Il 27 gennaio 1999, attraverso la cabina di regia del cinema Rialto, un gruppo di ragazzi precari, disoccupati ed immigrati entra in uno stabile di proprietà del Comune di Roma, abbandonato e in totale degrado, a via IV Novembre, dando vita al più centrale dei centri sociali di Roma. Quella del rialto sin da subito si delinea come un’occupazione “anomala”, nel tentativo di sviluppare un luogo altro rispetto alle precedenti esperienze. Rifiutando vincoli di formule collaudate, attraverso un anno e due mesi di quotidiana sperimentazione, si dà vita ad un intreccio di percorsi differenti, particolari e specifici, tra arte, cultura, diritti e politica.
Da questa esperienza nasce l’associazione culturale Rialtoccupato, che ottiene in assegnazione nel marzo 2000 una porzione del Complesso Monumentale di S. Ambrogio alla Massima, dove tutt’ora ha sede, nell’ex-ghetto.
Qui si sviluppa il “Luogo pubblico non statale” urbano dove produrre cultura, socializzare saperi, sperimentare altri linguaggi: dalla musica alla ricerca teatrale, alle arti visive. Uno spazio autonomo dove esprimere le intelligenze e le creatività disperse e assoggettate, riscattandole dal ruolo di fattore economico e assumendole a risorse da socializzare in maniera dinamica, rompendo quel meccanismo che vuole una conoscenza ed una intelligenza ufficiale che riconosce chi è legittimato a dispensarla e chi no. La costante ricerca di interrelazioni con la città diventa così coscienza di una profonda crisi dei luoghi culturali tradizionali, incapaci di entrare nella contemporanea contaminazione di arte e realtà, e di far fronte alla nascita di esigenze e desideri di un nuovo “pubblico”, quale fruitore complesso e non più racchiudibile in categorie separate.
Il rialtosantambrogio sviluppa così un progetto di politica culturale, aperto a 360 gradi su tutti i linguaggi artistici contemporanei, attraverso una programmazione di eventi, che vanno dal teatro, alla musica, alle arti visive, divenendo un punto di riferimento sul territorio nazionale per tutte quelle esperienze artistiche “non convenzionali” e di ricerca.


